XXIX Olimpiade

Oggi 8/8/08 alle 08,00 pm (ora cinese) è cominciata la cerimonia d'apertura della XXIX Olimpiade dell'era moderna.

Per chi, come me e tanti di voi, vive in stretta simbiosi con lo sport, è il momento tanto aspettato. Non facciamoci illusioni, l'ingombrante e preponderante ingerenza degl'interessi economici degli sponsor faranno sì che, anche questa volta, l'ombra del doping aleggi sulla massima espressione dello sport mondiale.

Ma noi siamo dei sognatori, l'Olimpiade rimane e rimarrà sempre il momento più vero di comunione fra i popoli, in cui lo scontro non ha sentimenti d'odio a motivarlo, ma solo il desiderio di raccogliere i frutti di quattro anni di duro lavoro, sacrifici oltre ogni limite che mettono a dura prova la volontà degli atleti, che sempre rappresenteranno la parte pulita della società.

I valori olimpici non sono parole aleatorie, sono uno stile di vita, il mio stile di vita, che da vent'anni cerco di trasmettere ai miei ragazzi, affinchè possano non solo essere buoni atleti, ma anche persone rette e giuste, buoni cittadini che possano dare l'esempio in una società che ha perso cognizione di cosa significa l'educazione e la dignità umana.

Auguro a tutti una buona Olimpiade, che ci faccia riconciliare con i veri valori sportivi e della vita, che possa dimostrare che la parola amore non è solo legata a certi aspetti.

Che Dio benedica tutti gli atleti "puliti" ed i loro sogni.

m° Massimo Rota

La Civiltà Scomparsa di Uriel

Non è possibile schematizzare l’evoluzione del genere umano come una linea che procede inesorabilmente sempre verso l’alto, seguendo la quale noi procediamo dall’ignoranza alla conoscenza, perché devono esistere molte cose che abbiamo dimenticato.

Un tempo esistevano sacerdoti che erano scienziati e comprendevano perché Dio avesse creato l’universo, e avevano costruito la loro teologia intorno alla scienza.

Ma negli ultimi duemila anni la religione ha dimenticato la scienza per diventare un guscio vuoto, fatto solo di mantra e di superstizioni prive di fondamento. Un tempo il clero guidava la ricerca dell’umanità verso la scoperta dei misteri occulti della natura e della conoscenza, mentre oggi si aggrappa a questioni di tenuissima rilevanza, nel tentativo di ergersi a custode di una presunta morale sociale in un mondo che cambia.

da “La Civiltà Scomparsa di Uriel” 
di Christofer Knight e Robert Lomas 1999

Se ... ( If ... )

Se saprai conservare la tua calma quando intorno a te

     tutti perderanno la loro e te ne attribuiranno la colpa

Se saprai fidarti di te stesso quando tutti dubiteranno di te

     ma saprai intendere l'altrui dubbio

Se saprai aspettare senza stancarti nell'attesa,

     ed essere calunniato senza calunniare

Ed a non odiare se sei odiato,

     e, tuttavia, non apparire troppo buono, ne parlare troppo saggio

Se saprai sognare senza far dei sogni i tuoi padroni,

     se saprai pensare senza far dei pensieri il tuo fine

Se riuscirai ad affrontare il trionfo ed il disastro

     e trattare nello stesso modo questi due impostori

Se saprai ascoltare la verità che hai detto

     trasformata da furfanti per trarre in inganno gli sciocchi

E vedere infrante le cose cui hai dedicato la vita

     e resistere e ricostruire con i tuoi attrezzi logori

Se saprai fare un fascio di tutte le tue fortune

     e giocarle in un sol colpo di testa o croce

E perdere, e ricominciare da capo

     senza mai dire una parola di ciò che hai perduto

Se riuscirai a costringere cuore e muscoli

     e a resistere anche quando sono esausti,

E così continuare finchè non vi sia altro in te

     che la volontà che dica ad essi "reggete"

Se saprai parlare con le folle e mantenere le tue virtù

     o passeggiare con i Re senza perdere la tua semplicità

Se né amici né nemici avranno il potere di offenderti

     se tutti gli uomini per te conteranno ma nessuno conterà troppo

Se tu riuscirai a colmare l'inesorabile minuto

     con sessanta secondi di opere compiute

Tuo sarà il mondo e tutto ciò che è in esso

     e, quello che più conta,

                                            Tu sarai un Uomo, figlio mio!

 

                                                                     Rudyard Kipling

Lentamente muore (Pablo Neruda)

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita'.

Pablo Neruda

Da "Il gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach ​

"Quel che aveva sperato per lo Stormo, se lo godeva adesso da sè solo. Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì ch'erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d'un gabbiano. Ma, con l'animo sgombro da esse, lui, per lui, visse contento, e visse molto a lungo."

Essere giovani
 La gioventù non è un periodo della vita, è uno stato d’animo;
Non è una questione di guance rosse, labbra rosse e ginocchia agili
È un fatto di volontà, forza di fantasia. Vigore di emozioni.
E’ la freschezza delle sorgenti profonde della vita.
Gioventù significa istintivo dominio del coraggio sulla paura,
Del desiderio di avventura sull’amore per gli agi.
E spesso se ne trova di più in uomo di 60 anni che in un giovane di 20.
Nessuno invecchia semplicemente perché gli anni passano.
Si invecchia quando si tradiscono i propri ideali.
Gli anni possono fare venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia
agli entusiasmi riempie di rughe l’anima.
 
Le preoccupazioni, la paura, la sfiducia in se stessi fanno mancare il cuore e piombare lo spirito nella polvere.
A 60 anni o a 16, c’è sempre nel cuore di ogni essere umano il desiderio di essere meravigliati,
L’immancabile infantile curiosità di sapere cosa succederà ancora,
La gioia di partecipare al grande gioco della vita
Al centro del vostro cuore e del mio cuore c’è un una stazione del telegrafo senza fili: finchè riceverà messaggi di bellezza, speranza, gioia, coraggio e forza dagli uomini o dall’infinito, resterete giovani.
Quando le antenne riceventi sono abbassate, il vostro spirito è coperto dalla neve del cinismo e dal ghiaccio del pessimismo, allora siete vecchi, anche a 20 anni; ma finchè le vostre antenne saranno alzate, per captare le onde dell’ottimismo, c’è speranza che possiate morire giovani a 80 anni.
 
Samuel Ullman
(mercante, scritto nel 1910 a 70 anni)